Diciotto capitoli come diciotto buche. E una diciannovesima, dove ti aspetto davvero. Un libro che non ti insegna a copiare uno swing perfetto: ti aiuta a scoprire il tuo.
Prima edizione 2026
Troppa tecnica. Troppa confusione. Troppi pensieri. Troppo giudizio. Troppa poca libertà. Ho visto tanti giocatori innamorarsi di questo sport e poi allontanarsene: non per mancanza di talento, ma perché a un certo punto il gioco spariva e restavano solo la prestazione, il confronto e la paura di sbagliare.
Il Flower Golf nasce per riportarti al centro del colpo. Non per dirti tutto quello che stai sbagliando, ma per aiutarti a capire come impari tu.
Il golf non deve vivere solo dentro un campo da golf. Può vivere ovunque ci sia un bersaglio, una palla, un bastone e qualcuno disposto a giocare davvero.
Il golf non è per forza complicato. Molte volte siamo noi ad averlo complicato. Quando torni all’essenza, tutto cambia.
Non è per pochi eletti, non è per “quelli portati”, non è per “quelli tecnici”. È per chi è disposto a osservare, sperimentare, giocare, sentire.
Il bastone da golf serve a mandare la palla avanti, verso un bersaglio.Capitolo 6 — Il bastone da golf: la sua funzione
Questo è l’indice reale del libro, capitolo per capitolo. Niente promesse gonfiate: quello che leggi qui è quello che trovi tra le pagine.
A chi gioca già, a chi ha sempre sognato di iniziare, a chi si è sentito attratto da questo gioco ed è rimasto fuori.
I tre principi del Flower Golf: flessibilità, semplicità, per tutti. E l’invito a smettere di vivere il golf come una lotta.
La sacca di plastica da bambino, il Golf Claviere a dodici anni, mancino che gioca da destro, e l’incontro con Kendall McWade nel 2006.
La parola che ha cambiato tutto: consapevolezza. Non soffriamo per il colpo, soffriamo per il film che ci costruiamo intorno.
Se il gioco sparisce, ti alleni ma non impari. Con l’esercizio per ritrovare il tuo stato di gioco.
Non serve a scavare. Serve a mandare la palla avanti, verso qualcosa. E la zolla non ti dà un voto: ti dice solo dove è passato il bastone.
Il grip non è una posizione da imitare, è una relazione da scoprire. Quattro esercizi: ping pong, tennis, hockey, le tue mani.
Non stare “bello”: stai pronto. La pallina fa quello che le dice la faccia del bastone.
Nasce il Task: il piccolo cancello visivo tra te e il bersaglio. Tre esercizi: al centro, a sinistra, a destra.
La lezione di mia figlia al putting green: «Guarda, si fa così. Adesso prova tu!».
La perla di Costantino Rocca al Rocca Day. L’errore non ti blocca: il giudizio sì.
Come hai imparato a camminare? Non con una lezione teorica. Le domande valgono più di cento spiegazioni.
Bonnyton Golf Club, 22 dicembre 2006: un mini drive, una pallina e una bottiglia. In piccolo non puoi nasconderti.
L’esercizio della telecamera. Tu non sei il colpo che hai appena fatto.
Le domande Flower e le tue 5 domande d’oro da portare in campo.
Il cappuccino a Londra con l’inglese a zero. Il tuo golf merita di assomigliare a te.
Il laboratorio dei colpi: esplori il nuovo, consolidi il tuo. Prima esplori, poi scegli.
L’incontro con Andrea Magrin nel 2016. Il problema non è pensare: è restare intrappolati nel loop.
Non un capitolo finale: un invito. Il Flower Golf non finisce nel libro.
Settantacinque termini spiegati come li racconterei a un amico al campo, con la pronuncia semplificata all’italiana.
Un compito visivo e concreto tra te e il bersaglio. Un piccolo cancello da attraversare che rende l’obiettivo vivo, vicino, giocabile. Non stai più tirando “là in fondo” in modo vago: stai facendo passare la palla dentro qualcosa di chiaro.
Non è una gabbia. È un aiuto. E cambia radicalmente il modo in cui occhi, corpo, cervello e bastone collaborano.
Ogni esercizio del libro nasce dalla stessa logica: decidi un obiettivo, scegli, esegui, osserva. Eccone alcuni, così come li trovi tra le pagine.
Torna con la mente a un momento in cui ti sei divertito davvero. Amplificalo. Poi immaginati sul tee della 1 così.
Un’astina a terra, qualche swing senza palla. Il bastone tocca prima del tee? Sul tee? Oltre? Non giudicare: osserva.
Racchetta da ping pong, racchetta da tennis, bastone da hockey e le tue mani nude. Ogni volta cambia impugnatura. Volutamente.
Stesso Task, tre compiti diversi. È così che smetti di “tirare” e inizi a creare un colpo.
Crea volontariamente i risultati che di solito subisci. Se impari a rifarlo, non ne sei più schiavo.
Non “sto facendo lo swing giusto?”, ma «che cosa sto scoprendo su di me, sul bastone e sul colpo?».
Dieci secondi dopo ogni colpo, quattro domande. Massima sincerità, zero teatrini mentali.
Scrivi le cinque domande che da oggi vuoi portarti in campo. Chiare, vive, concrete, tue.
Cinque cose che eviti, giocate con curiosità. Poi due o tre che senti già buone, rafforzate. Esplora il nuovo, consolida il tuo.
Qui non c’è niente di giusto o sbagliato in assoluto. Ci sono informazioni. E ogni informazione, se la guardi bene, ti sta insegnando qualcosa.
È il cuore dell’osservazione senza giudizio: guardare cosa è successo davvero, senza insultarti, senza proteggerti, senza raccontarti favole.
Il Flower Golf non è nato a tavolino. È nato da una vita nel golf e da alcuni incontri che hanno ribaltato il modo di vederlo.
«Se la tua palla ha la tendenza ad andare a sinistra, impara a mandarla ancora meglio a sinistra. Quello è il tuo colpo. Gioca con il tuo colpo.»
Tre giorni in Scozia e uno spartiacque. Nessuno che dice «fai così», ma qualcuno che aiuta a vedere il golf in modo naturale. Quando facevo un colpo strano non lo chiamava mai errore: «Bene, ripetilo».
Il ritorno al corpo come luogo del presente. Non cambiò solo il mio golf: cambiò il mio modo di stare nella vita. Da lì è nato il capitolo 18, Non penso dunque gioco.
Il libro ti dà uno sguardo. La sacca ti dà di che giocare.
Cinque video girati in campo, tre tracce da ascoltare, tre schede da stampare, il libro in versione interattiva e un incontro al mese in cui puoi chiedermi qualsiasi cosa.
In giardino, con una bottiglia a tre metri e un mini bastone. Nessuna tecnica: solo un bersaglio e un gesto. Per chi non ha mai tenuto un bastone in mano.
Capitoli 5 e 13Ping pong, tennis, hockey, le mani nude. Quattro sensazioni diverse e nessuna indicazione su quale sia quella giusta. Perché non è una posizione che sto insegnando.
Capitolo 7Costruiamo il cancello insieme, poi i tre esercizi: al centro, cinque metri a sinistra, cinque metri a destra.
Capitolo 9Tre colpi di fila: zolla prima, palla pulita, zolla dopo. Le guardiamo, le leggiamo ad alta voce, non ci diamo voti. Osservazione senza giudizio, dal vivo.
Capitoli 6, 11 e 14Uno slice volontario. Poi un hook. Poi una palla topata. Ridendo. Nel momento in cui li crei di proposito, smettono di essere errori.
Capitoli 11 e 17Girati sul campo e in giardino.
Se fossero troppo prodotti,
tradirebbero il libro.
Da ascoltare in macchina o nello spogliatoio, prima di uscire. Per arrivare sul tee della 1 dentro il corpo, non dentro la testa.
Capitolo 18Corto apposta: si ascolta durante il giro, dopo una buca andata male, camminando verso la palla. Nessuno ascolta otto minuti in mezzo a un campo.
Capitolo 18La sera del 22 dicembre 2006, il mini drive, la bottiglia, la club house scozzese. Raccontata con la mia voce. Non è uno strumento: è un regalo.
Capitolo 13Non una routine da eseguire: le sei domande da farsi prima e dopo un colpo. Che colpo voglio creare? Dov’è il mio bersaglio? Dov’è finita la zolla? Una facciata, plastificabile, sta in sacca.
Capitoli 12 e 15Nessuno score, nessun voto. Solo: cosa ho visto, cosa ho sentito, cosa proverò domani. Un diario che ti fa dare i voti tradirebbe il capitolo 14.
Capitolo 14Driver, legni, ferri, wedge, putter: come cambia il loft, come cambia il colpo. Con le 75 parole del glossario. Entri in un negozio e sai cosa stai guardando.
AppendiceUn’ora in videochiamata. I lettori fanno domande, io rispondo. Il capitolo 15 si intitola Non sai come fare? Chiedi! e il 19 è un invito a portarlo nel mondo: questo incontro è semplicemente quei due capitoli, fatti sul serio. Se dovessi tenerne uno solo di tutta la sacca, terrei questo.
Capitoli 15 e 19Lo stesso libro in versione navigabile: menu ❀, glossario ricercabile, segnalibri, modalità notte. Chi compra la carta si porta a casa anche questa. Non conosco nessun altro autore che la regali.
Tutto il libroAmazon non mi dà le email di chi compra. Così la sacca si sblocca dal libro stesso: una domanda semplice, la cui risposta si trova tra le pagine. Chi ha il libro entra in dieci secondi. Nessun controllo invasivo, nessuna promessa che non posso mantenere.
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Ci vediamo alla prossima 19ª buca.
Con una mazza in mano, un bersaglio davanti e la voglia di giocare davvero.
Il più bel gioco per la tua vita.
E sì: la pallina si diverte quanto te.