I primi cinque capitoli di Flower Golf.
Te li mando adesso.
Non si impara a giocare per poi giocare. Si gioca per imparare.
Se il golf ti sembra difficile, distante, complicato — o se ci giochi da vent'anni e senti che da qualche parte, lungo la strada, il gioco è sparito — questi cinque capitoli sono il punto da cui ripartire.
Niente tecnica. Niente gradi. Niente giudizio.
Se hai annuito anche una volta sola,
sei esattamente la persona per cui ho scritto questo libro.
Troppa tecnica. Troppa confusione. Troppi pensieri. Troppo giudizio. Troppa poca libertà.
Ho visto tante persone innamorarsi di questo gioco e poi allontanarsene. Non per mancanza di talento. Non per mancanza di voglia. Ma perché, a un certo punto, il gioco spariva — e restavano solo la prestazione, il confronto e la paura di sbagliare.
Quando il golf diventa questo, smette di respirare.
E allora ho iniziato a chiedermi:
e se il problema non fossimo noi,
ma il modo in cui ce lo raccontano?
Ho ricevuto la mia prima sacca da bambino. Era di plastica. Per qualcun altro era un giocattolo: per me era un universo. Passavo ore nel prato di casa a inventarmi colpi, traiettorie, sfide. Non pensavo allo swing. Non pensavo alla tecnica. Pensavo solo a una cosa: giocare. Ed ero felice.
A dodici anni mio padre mi iscrisse al Golf Claviere. Ero mancino e iniziai a giocare da destro: non era la via più comoda, ma andai avanti.
E poi, come succede a moltissimi, a un certo punto mi persi. Troppa analisi. Troppo voler fare giusto. Troppo cercare il colpo perfetto. E quando vuoi controllare tutto, perdi la parte più importante: la libertà, la naturalezza, il gusto del gioco.
Questo libro è il frutto della ricerca che è venuta dopo. Della mia. E, spero, dell'inizio della tua.
Il Flower Golf non è nato a tavolino. È nato da una vita nel golf e da tre persone che mi hanno ribaltato il modo di vederlo.
La mia palla girava sempre un po' a sinistra, e io la combattevo. Gli chiesi come fare per tirarla dritta. Mi rispose: «Se la tua palla ha la tendenza ad andare a sinistra, impara a mandarla ancora meglio a sinistra. Quello è il tuo colpo. Gioca con il tuo colpo.» In quel momento capii che stavo rifiutando qualcosa che funzionava, solo perché non corrispondeva all'idea che avevo del colpo giusto.
Tre giorni in Scozia e uno spartiacque. Nessuno che dicesse «fai così», ma qualcuno che mi aiutava a vedere. Quando facevo un colpo strano non lo chiamava mai errore: diceva «Bene, ripetilo». All'inizio mi sembrava assurdo. Poi capii: se un risultato esce per caso ne sei vittima, se impari a rifarlo di proposito non ne sei più schiavo.
Il ritorno al corpo come luogo del presente. Non cambiò solo il mio golf: cambiò il mio modo di stare nella vita. Da lì è nato il capitolo che parla del loop mentale — quel giro di pensieri che ti scollega dal colpo proprio nel momento in cui dovresti essere più presente.
«Il bastone da golf serve a mandare la palla avanti, verso un bersaglio.» Capitolo 6 — la funzione del bastone
Non è uno slogan: sono i tre principi su cui poggia ogni pagina del libro.
Il golf non deve vivere solo dentro un campo da golf. Può vivere ovunque ci sia un bersaglio, una palla, un bastone e qualcuno disposto a giocare davvero. Anche in giardino, con una bottiglia a tre metri.
Il golf non è per forza complicato. Molte volte siamo noi ad averlo complicato. Quando torni all'essenza — a che cosa serve davvero il bastone — tutto cambia.
Non è per pochi eletti, non è per «quelli portati», non è per «quelli tecnici». È per chi è disposto a osservare, sperimentare, giocare, sentire.
Non ti faccio aspettare l'email per darti qualcosa di utile. Questo è il concetto più originale del libro, e puoi provarlo alla prossima uscita.
Una delle scene che vedo più spesso nei campi pratica è questa: swing bellissimi, palle ovunque. Gesti fluidi, eleganti, apparentemente perfetti. E poi la pallina che parte a destra, a sinistra, alta, bassa. Dappertutto tranne dove dovrebbe andare.
La risposta, quasi sempre, è semplice: lo swing c'è, ma manca lo scopo.
Il Task è un compito visivo e concreto tra te e il bersaglio. In pratica un piccolo cancello da attraversare. Non stai più tirando «là in fondo» in modo vago: stai facendo passare la palla dentro qualcosa di chiaro. E questo cambia radicalmente il modo in cui occhi, corpo, cervello e bastone collaborano.
Stesso Task, tre compiti diversi. È qui che smetti di «tirare» e inizi a creare un colpo. E te ne accorgi subito: il corpo si organizza da solo, senza che tu debba dirgli niente.
Sono le prime 23 pagine del libro, impaginate esattamente come le trovi stampate. Con l'indice completo, il primo esercizio e la prima illustrazione.
Preferisco dirtelo adesso che deluderti dopo.
Una alla volta, con calma. Ogni email ti lascia un'idea e qualcosa da provare davvero. Niente lezioni, niente tecnica, niente sequenze infinite.
Gratis, subito, in PDF. Poi decidi tu se andare avanti.
Sì, ed è forse il caso in cui funziona meglio. Il libro parte dal presupposto che il golf possa vivere ovunque ci sia un bersaglio, una palla e un bastone. C'è un capitolo che racconta di una bottiglia in una club house scozzese, e uno che ti fa iniziare con una racchetta da ping pong. Nessuna esperienza richiesta, nessun circolo, nessuna attrezzatura.
Il Task, la lettura della zolla come informazione anziché come voto, il laboratorio dei colpi e il lavoro sul loop mentale. Sono strumenti che chi gioca da tempo di solito non ha mai incontrato, perché non appartengono alla lezione tecnica classica.
No, ed è una scelta precisa. Un capitolo si intitola Il «come fare» ha sempre fallito ed è esattamente la posizione del libro: prima viene la funzione, poi arriva il gesto. Trovi principi, esercizi e domande, non un manuale di biomeccanica.
In fondo al libro c'è un glossario di 75 termini, scritti come te li racconterei dal vivo, con la pronuncia semplificata all'italiana accanto a quelli inglesi. Come dico lì: le parole del golf non servono a sembrare esperti, servono a capirsi. E l'imbarazzo, nel golf, è il vero fuori limite.
Il PDF con i cinque capitoli è gratis e resta tuo. Nessuna carta di credito, nessun periodo di prova che si trasforma in abbonamento. Se poi vorrai il libro completo lo troverai, ma non è una condizione: puoi scaricare, leggere, fare gli esercizi e non comprare mai niente.
Cinque in due settimane, poi molto raramente. Le scrivo io, una alla volta, e ognuna contiene qualcosa da provare. In fondo a ogni email c'è il link per uscire: un clic e non mi senti più, senza doverti giustificare.
Sì. Buona parte degli esercizi si fa in giardino, in garage o in un parco: servono un bersaglio, qualcosa da colpire e un po' di curiosità. Il principio della flessibilità nasce esattamente da questo.
Rispondi all'email e dimmelo. Ti tolgo dalla lista subito e senza offendermi. Anzi: se mi scrivi anche perché non ti è piaciuto, mi fai un regalo. È così che le cose migliorano.
Con una mazza in mano, un bersaglio davanti e la voglia di giocare davvero.
Se anche non comprassi mai niente, e avessi solo fatto uno degli esercizi che ti mando, per me è già valsa la pena. Davvero.
Voglio i cinque capitoli →
Flower ❀
“the Italian Crazy Man”